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SAETANO DONIZETTI
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1987
DOLENA
TRAGEDIA LIRICA IN TRE ATTI
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FELICE ROMANI
MUSICA DI
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TEATRO ALLA SCALA
CARNEVALE-QUARESIMA 1876-77
IMPRESA CORTI
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cOnpRE
29.Charlos Strect Middlesex Hospital W.
— Proprietà letteraria - Legge 25 Giugno 1865.
MUSIC LIBRARY
UNC--CHAPEL HILL
ENRICO VIII, Re d’Inghilterra
ANNA BOLENA, sua moglie . .
GIOVANNA SEYMOUR, Damigella
e 0,
Lord ROCHEFORT, fratello di Anna.
Lord RICCARDO PERCY
| SMETON, Paggio e. musico della Re-
gina . MR
Sir HERVEY, Uffiziale del Re.
PERSONAGGI
Merly Luigi
Fossa Amalia
Contarini Albina
Moretti Carlo
Gayarre Giuliano
»
Barton Sara
Villanova
CORI e COMPARSEK
y
Cortigiani —- Uffiziali — Lordi — Cacciatori — Soldati.
L'azione è in Inghilterra;
il primo Atto a Windsor, il secondo a Londra.
L'epoca è del 15836.
Il virgolato si ommette,
Maestro concertatore e direttore per le Opere, Frdnco Faccio
. Sostituti, Favi Stanislao e Coronaro Gaetano.
Maestro direttore dei Cori, Zarini Emanuele.
Sostituto, Sala Giuseppe. |
Primi Violini solisti, Corbellini Vincenzo - Rammpazzini Giovanni.
Primo dei secondi Violini, Bastoni Giovanni.
Primo Violino e direttore d'Orchestra pel Ballo, Pantaleoni Alceo.
Sostituto, Roncati Carlo.
Prime Viole a perfetta vicenda, Cavallini Eugenio - Di Carlo Vincenzo
Prima Viola pel Ballo Santelli Giuseppe.
Primi Violoncelli a vicenda per l'Opera e Ballo
Traujfi Isidoro - Quarenghi Guglielmo.
Primo Violoncello pel Ballo, Nani Giovanni
Primo Contrabasso per l’ Opera, Negri Luigi.
Sostituto, Jenuscky Giovanni.
Primo Contrabasso al cembalo pel Ballo, Moja Alessandro.
Primo Flauto, per l'Opera, Zamperoni Antonio - pel Ballo, Gillone Emilio
Primo Ottavino, Canti Giuseppe.
Primo Oboè, per l'Opera, Confalonieri Cesare - pel Ballo, Cesari Luigi.
Primo Clarinetto, per l'Opera, Orsi Romeo - pel Ballo, Sassella Luigi.
Primo Fagotto, per l'Opera, Torriani Antonio - pel Ballo, Borghetti Giuseppe
Primi Corni, per l'Opera, Laurini Domisio - Languiller Marco.
Primo Corno, pel Ballo, Mariani Giuseppe.
Prima Tromba, per l'Opera, Falda Gaetano - pel Ballo, Priora Eugenio.
Primi Tromboni, Bernardi Paolo - Balestra Luigi.
Bombardone, Castelli Antonio.
Prima A rpa, per l'Opera, Bovio Angelo - pel Ballo, Nardari Alessandro
Gran Cassa, Marcellini Gaudenzio.
Organo e Fisarmonica, Zarini Emanuele.
Direttore di scena, Archinti Gaetano.
Ispettore pel Ballo, Viganò Davide.
Rammentatore, Gilardi Canzio. ©
Direttore ed inventore delle scene, Cav. Carlo Ferrario
Sostituto Giacopelli Giuseppe.
Direttore ed inventore del Macchinismo, Iastellari Gaetano
Vestiarista proprietario, Zamperoni Luigi.
Attrezzista proprietario, Gaetano Croce e Figlio.
Seultore, Galli Rizzardo.
Fornitore proprietario dei Pianoforti, Erba Luigi.
Fornitore delle maglie, Enrico Beati.
Fiorista e piumista, Borroni Teresa - Parrucchiere, Ditta Vonaodia
Giojelliere, Corbella Napoleone.
Calzolajo, Maweroffer Rosa.
AVVERTIMENTO.
Enrico VIII, Re d’ Inghilterra, preso d’ amore per Anna
Bolena, ripudiò Caterina d'Aragona sua prima moglie, e quella
sposò; ma bentosto di lei disgustato, e invaghito di Giovanna
Seymour, cercò ragioni di sciogliere il secondo suo nodo. Anna
fu accusata di aver tradita la fede comugale, e complici suoi
furono dichiarati il conte di Ltochefort, suo fratello, Smeton,
musico di corte, ed altri Gentiluomini del Le. Il solo Smeton
confessossi colpevole; e su questa confessione Anna fu condan-
nata al supplizio con tutti gli accusati. È incerto ancora sella
fosse rea. L’animo dissimulatore e crudele di Enrico KELLA
fa piuttosto credere ch'ella fosse innocente. L'autore del Me-
lodramma si è appigliato a cotesta credenza, come più acconcia
ad un lavoro da rappresentarsi in Teatro: per questo riflesso
gli sia perdonato se in alcuna parte si discostò dall’istoria.
Qual sia orditura dell’ azione, ei non dice: sarà essa fa-
cilmente rilevata dal Lettore.
Anna Bolena 1-77 1
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University of North Carolina at Chapel Hill
Nttps://archive.org/details/annabolenatraged00roma_2
ATTO PRIMO
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SCENA PRIMA.
Sala nel Castello di Windsor negli appartamenti della Regina.
Il luogo è illuminato.
Coro di Cavalieri, che, passeggiando, discorrono sotto voce.
Nè venne il Re?
Silenzio:
Ancor non venne.
Ed ella?
Ne geme in cor, ma simula.
Tramonta omai sua stella.
D'’Enrico il cor volubile
Arde d’un altro amor.
Tutto lo dice.
Il torbido
Aspetto del Sovrano...
Il parlar tronco...
Il subito
Irne da lei lontano...
Un acquetarsi insolito
Del suo geloso umor.
Oh! come ratto il folgore
Sul capo suo discese!
Come giustizia vendica
L’espulsa Aragonese!
Fors'è serbata, ahi misera!
Ad onta e duol maggior.
SCENA IL.
Giovanna Seymour, e detti.
f
Gro. Ella di me, sollecita
Più dell’usato, ha chiesto.
Ella... perchè ?... qual palpito!
Qual dubbio in me si è desto!
Innanzi alla mia vittima
Perde ogni ardire il cor.
Sorda al rimorso rendimi,
O in me ti estingui, amor.
SCENA III.
Anna seguita dalle sue Dame, da Paggi e da Scudteri.
Tutti le fanno corona. Smeton è nel corteggio. Silenzio.
ANNASÌ taciturna e mesta
Mai non vidi assemblea... Tu stessa, un tempo
Lieta cotanto, richiamar non sal (a Giovanna)
Sul tuo labbro un sorriso !
Gro. E chi potria
Seren mostrarsi, quando afflitto ei vede
La sua Regina?
ANNA Afflitta, è ver, son io...
Nè so perchè... Smania inquieta, ignota,
A me la pace da più giorni invola.
5ME.(Misera!)
Gio. (Io tremo ad ogni sua parola.)
ANNASmeton dov'è?
SME. Regina!
ANNAA me t’appressa. Non vuoi tu per poco
De’tuoi concenti rallegrar mia Corte,
Finchè giunto sia il Re?
Gio. (Mio cor, respira.)
AnnALoco, o Ledi, prendete.
SME. (Oh amor, m'inspira.)
(siedono' tutti. Un’arpa è recata a Smeton, che canta la
seguente romanzo).
I .
Deh! non voler costringere
A finta gioia il viso;
Bella è la tua mestizia
Siccome il tuo sorriso.
Cinta di nubi ancora
Bella è così l’aurora,
La luna malinconica
Bella è nel suo pallor.
II.
Chi pensierosa e tacita
| Starti così tì mira,
Ti crede ingenua vergine
Che il primo amor sospira :
Ed obbliato il serto
Ond'è il tuo crin coperto,
Teco sospira e sembragli
Esser quel primo amor.
ANNA(sorge commossa Cessa... deh ! cessa...
I £
Sme.Regina!... oh ciel!...
Coro
ANNA
GIO.
ANNA
GIo.
ANNA
(Ella è turbata, oppressa.)
(Come, innocente giovane,
Come m'hai scosso il core!
Son calde ancor le ceneri
Del mio primiero amore!
Ah! non avessi il petto
Aperto ad altro affetto,
Io non sarei sì misera
Nel vano mio splendor.-
Ma poche omai rimangono (agli astanti)
Ore di notte, io credo.
L’alba è vicina a sorgere...
Signori, io vi congedo.
È vana speme attendere,
Che omai più giunga il Re.
Andiam, Seymour. (si appoggia a lei}
Che v’agita?
Legger potessi in me!
Non v’ha sguardo a cui sia dato
Penetrar nel mesto core:
Mi condanna il crudo fato,
Non intesa, a sospirar.
10
Ah! se mai di regio soglio
Ti seduce lo splendore, ©
Ti rammenta il mio cordoglio, -
Non lasciarti lusingar.
Gio. (Alzar gli occhi in lei non oso,
Non ardisco favellar.)
Coro (Qualche istante di riposo
Gio.
Possa il. sonno a lei recar.)
(Anna parte accompagnata da Giovanna e dalle ancelle. L’a-
dunanza si scioglie a poco a poco)
SCENA IV.
Giovanna ritorna agitata dagli appartamenti della Regina.
Oh! qual parlar fu il suo!
Come il cor mi colpì! - Tradita forse,
Scoperta io mi sarei? Sul mio sembiante
Avria letto il misfatto? - Ah, no; mi strinse
Teneramente al petto:
Riposa ignara che il serpente ha stretto.
Potessi almen ritrarre
Da questo abisso il piede; e far che il tempo
Corso non fosse. - Ahi! la mia sorte è fissa,
Fissa nel Cielo come il dì supremo.
Ecco, ecco il Re...
(è battuto ad una porta: Giovanna va ad aprire)
SCENA V.
Enrico e detta.
ENR. Tremate voi?...
Gro. Sì, tremo.
EnR.Che fa colei?
Gio. Riposa.
EnR.Non io.
Gio. Riposo io forse? - Ultimo sia
Questo colloquio nostro... ultimo, o Sire;
Ve ne scongiuro...
ll
ENR. E tal sarà. Vederci
Alla faccia del Sole omai dobbiamo:
La Terra e il Cielo han da saper ch'io v’amo.
Gro. Giammai, giammai... Sotterra
Vorrei celar la mia vergogna...
ENR. E gloria
L’amor d’Enrico... Ed era tal per Anna
Agli occhi pur dell'Inghilterra intera.
Gio. Dopo l’Imene ei l'era...
‘. Dopo l’Imene solo.
ENR. E in questa guisa
M'’ama Seymour? | |
Gro. E il Re così pur m'ama?
EnR.Ingrata, e che bramate ?
Go. Amore e fama.
ENR. Fama! Sì: l’avrete, e tale
Che nel mondo egual non fia:
Tutta in voi la luce mia,
Solo in voi si spanderà.
Non avrà Seymour rivale,
Come il Sol rival non ha.
Gio. La mia fama è a piè dell’ara;
Onta altrove è a me serbata:
E quell’ara è a me vietata:
Lo sa il Cielo, il Re lo sa.
AN! s'è ver che al Re son cara,
L’onor mio pur caro avrà.
ENR. SÌ... v’intendo... (risentito)
Gio. Oh Cielo! e tanto
E in voi sdegno?
ENR. E sdegno e duolo.
Gro. Sire 1...
ENR. Amate il Re soltanto.
Gio, Io!...
ENR. Vi preme il trono solo.
a 2
Anna pure amor m’offria,
Vagheggiando il soglio inglese...
Ella pure il serto ambia
Dell’altéra Aragonese...
L’ebbe alfin; ma l’ebbe appena,
Che sul crin le vacillò.
Per suo danno. per sua pena,
D'altra donna il cor tentò.
12
Go.
ENR,
Gio.
ENR.
Gro.
ENR.
Gio.
ENR.
Giro.
ENR.
Gro.
ENR.
GIo.
ENR.
Gio.
ENR.
Gio.
ENR.
Ah! non io, non io v'offria
Questo cor a torto offeso...
Il mio Re me lo rapia;
Dal mio Re mì venga reso;
Più infelice di Bolena,
Più da piangere sarò.
Di un ripudio avrò la pena,
‘Nè un marito offeso avrò, (Gio. s’allontana pian-
Tu mi lasci? gendo)
Il deggio.
Arresta.
Io no'l posso.
Arresta : il voglio.
Già l’altar per te si appresta:
Avrai sposo e scettro e soglio.
Cielo !... ed Anna?
Io l’odio...
Ah! Sire...
Giunto è il giorno di punire.
Ah! qual colpa?
La più nera.
Diemmi un cor che suo non era... ‘
M'’ingannò pria d’esser moglie ;
Moglie ancora m'ingannò.
E i suoi nodi?
Il Re li scioglie.
Con qual mezzo ?
Io sol lo so.
SO
Ah! qual sia cercar non oso...
No'l consente il core oppresso...
Ma sperar mi sia concesso
Che non fia di crudeltà.
Non mi costi un regio sposo
Più rimorsi, per pietà!
Rassicura il cor dubbioso:
Nel tuo re la mente acqueta...
Ch’ei ti vegga omai più lieta
Dell’amor che sua ti fa.
La tua pace, il tuo riposo
Pieno io voglio, e tal sarà.
(Enrico parte dalla porta segreta: Giovanna entra negli
appartamenti).
13
SCENA VI.
‘Parco nel Castello di Windsor,
È giorno.
Percy e Rochefort da varie parti.
Roc.Chi veggo ?... In Inghilterra (incontrandosi)
Tu, mio Percy? (si abbracciano)
PER. Mi vi richiama, amico,
D'Enrico un cenno... E al suo passaggio offrirmi,
Quando alla caccia el mova, è mio consiglio.
Dopo sì lungo esiglio
Respirar l'aura antica e il ciel natio,
. Ad ogni core è dolce, amaro al mio.
Roc.Caro Percy! mutato
Il duol non t'ha così, che a ravvisarti
Pronto io non fossi.
PER. Non è duolo il mio
Che in fronte appaia; raunato è tutto
Nel cor profondo. - Io non ardisco, o amico,
Della tua suora avventurar inchiesta...
Roc Ella è Regina... Ogni sua gioia è questa.
Per.E il ver parlò la fama?
Ella è infelice *... Il Re mutato?...
Roc. E dura
Amor contento mai ?
PER. Ben dici... ei vive
Privo di speme come vive il mio.
Roc Sommesso parla.
PER. E che temer degg'’io ?
Da quel dì che, lei perduta,
Disperato in bando andai,
Da quel dì che il mar passai,
La mia morte cominciò.
Ogni luce a me fu muta,
Dai viventi mi divisi:
Ogni terra ov'io m'assisi È
La mia tomba mi sembrò.
Anna Bolena 3
14
Roc.
PER.
Roc.
DER
Roc.
PER.
Coro
E venisti a far peggiore
Il tuo Stato a lei vicino ?
Senza mente, senza core,
Cieco io seguo il mio destino.
Pur talvolta, in duol sì fiero,
Mi sorride nel pensiero
La certezza che fortuna
I miei mali vendicò. (odonsi suoni
Già la caccia si raduna... di caccia)
Taci: alcuno udir ti può.
SCENA VII.
Escono da varie parti drappelli di Cacciatori, Paggi,
Scudieri e Genti armate di picche, ecc.
Olà! veloci accorrano
I Paggi, gli Scudieri...
I veltri sì dispongano...
S'insellino i destrieri...
Più che giammai sollecito .
Esce stamane il Re.
Ed Anna anch?ella!...
> Acquétati.
Forse con lui non è.
AL! così ne’dì ridenti
Del primier felice amore,
Palpitar sentiva il core
Nel doverla riveder.
Dì que’dolci e bei momenti,
Ciel pietoso, un sol mi rendi,
Poi la vita a me riprendi,
Perch'io mora di piacer.
Sì appressa il Re: schieratevi...
Al Re si renda onor.
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SCENA. VIII.
Tutti gii astanti si dispongono în due file. Rochefort trae seco in
disparte Percy. Entra Enrico, e passa in mezzo alle file, ed
Anna si presenta frammezzo alle sue Damigelle. Percy si col-
loca in modo da esser veduto da Enrico, Hervey, e Guardie.
ENR.Desta sì tosto, e tolta
Oggi al riposo?
ANNA In me potea più forte
Che il desìo del riposo
Quel di vedervi Omai più dì son corsi
Ch'io non godea del mio Signor l’aspetto.
ENR.Molte mi stanno in petto
E gravi cure... Pur mia mente ognora
A voi fu volta: nè un momento solo
Da voi ritrassi il mio vegliante sguardo.
Voi qua, Percy!
ANNA (Ciel! chi vegg’io... Riccardo).
ENR.Appressatevi.
Par: (Io tremo.)
ENnR.Pronto ben foste...
PER. Un solo istante, o Sire,
Che indugiato io mi fossi a far palese
Il grato animo mio, saria sembrato
Errore ad altri, a me sembrò delitto.
La man che me proscritto
Alla Patria ridona e al tetto antico,
Devoto io bacio...
ENR. Non la man d’Enrico.
Dell’innocenza vostra,
Già da gran tempo securtà mi diede
Chi, nudrito con voi, con voi cresciuto,
Conosce della vostr’alma il candore,
Anna alfin.
PER. Anna!...
ANNA (Non tradirmi, o core!)
16
PER. Voi, Regina!... E fia pur vero
Che di me pensier vi prese ?
ANNA Innocente... il Regno intero
Vi credette... e vi difese...
ENR. E innocente io vi credei,
Perchè tal sembraste a lei...
Tutto il Regno, a me il credete,
V’era invan mallevador.
PER. Ah, Regina! (si prostra e le bacia la mano)
ANNA Oh Dio! Sorgete.
Roc. (Ei si perde!)
ENR. Hervey. (con la massima indifferenza)
HER. Signor.
(Percy si appressa a Rochefort, Enrico sì trattiene dal lato opposto
con Hervey, Anna è nel mezzo, sforzandosi di celare il turbamento)
TUTTI
ANNA (Io sentii sulla mia mano
La sua lagrima corrente...
Della fiamma più cocente
Si diffonde sul mio cor.)
PER. (Ah! pensava a me lontano: (a Rochefort)
Me ramingo non soffria :
Ogni affanno il core obblia:
Io rinasco, io spero ancor.)
Roc. (Ah! che fai! ti frena, insano : (a Percy)
Ogni sguardo è in te rivolto:
Hai palese, hai scritto in volto
Lo scompiglio del tuo cor.)
ENR. (A te spetta il far che vano (ad Hervey)
Non riesca il grande intento:
D'ogni passo, d’ ogni accento
Sil costante esplorator.)
HER. (Non indarno il mio Sovrano (ad Enrico)
In me fida il suo disegno:
Io sarò, mia fè ne impegno,
De' suoi cenni esecutori.)
Coro (Che mai fia? sì mite e umano
Oggi il Re, sì lieto in viso?
Mentitore è il suo sorriso,
E foriero del furor.)
17
ENR. Or che reso ai patrii lidi, (a Percy con bontà)
È assoluto appien voi siete,
In mia Corte, fra i più fidi,
Spero ben che rimarrete.
PER. Mesto, o Sire, per natura,
Destinato a vita oscura...
Mal saprei...
ENR. (interrompendolo) No, no, lo bramo.
Rochefort, lo affido a te.
Per la caccia omai partiamo...
Anna, addio. (con disinvoltura)
ANNA (s’inchina) (Son fuor di me.) (i corni danno
x il
TUTTI Questo dì per sa spuntato ‘ iaia)
Con sì lieti e fausti auspici,
Dai successi più felici
Coronato splenderà.
PER., ANNA. e ENR.
(Ah! per me non sia turbato
Quando in Ciel tramonterà.)
(Altra preda amico fato
Ne’ miei lacci guiderà.)
(Anna parte colle Damigelle; Enrico col seguito dei Cacciatori;
Rochefort e Percy da un’ altra parte)
FINE DELL’ ATTO PRIMO.
18
ATTO SECONDO
SCENA PRIMA.
Gabinetto
nel Castello che mette all’interno delle stanze di Anna.
Anna e Rochefort.
AnnaCessa... tropp’ oltre vai...
Troppo insisti, o fratello...
Roc. Un sol momento
Ti piaccia udirlo: « alcun periglio, il credi,
Correr non puoi.. bensì lo corri, e grave,
Se fai col tuo rigore
Che il duol soverchi ogni ragione in lui ».
AnNALassa! e cagion del .suo ritorno io fui!
Ebben... me ’l guida, e veglia
Attento sì che a noi non giunga alcuno
Che a me fedel non sia.
Roc.Riposa in me.
(parte)
SCENA IL.
Anna e Smeton mascosto.
SME.(affacciandosi) »(Nè uscir poss’ io?... Che fia?)»
ANNADebole io fui... dovea
Ferma negar... non mai vederlo... Ahi! vano
Di mia ragion consiglio;
Non ne ascolta la voce il cor codardo.
SCENA III.
Percy ed Anna.
ANNAEccolo!... io tremo!... io gelo!...
PER. Anna fa.
ANNA kRiccardo!
Sien brevi i detti nostri, I
Cauti, sommessi. - A rinfacciarmi forse
Vieni la fè tradita? Ammenda, il vedi,
Ampia ammenda ne feci: ambiziosa,
Un serto io volli, e un serto ebb' io di spine.
Per.lo ti vegso infelice, e l’ira ha fine.‘
La fronte mia solcata
Vedi dal. duolo: io te ’1 perdono; io sento
Che, a te vicino, de’ passati affanni
Potrei scordarmi, come, giunto a riva,
Il naufrago nocchiero i flutti obblia..
Ogni tempesta mia
In te s’ acqueta, vien da te mia luce....
AnnAMisero ! e quale speme or ti seduce?
Non sai che moglie io sono?...
Che son regina?
PER. Oh! non lo dir. No ’l1 debbo,
© Nol so saper. Anna per me tu sei,
Anna soltanto. Ed io non son l’ istesso
Riccardo tuo?... quel che t’amò cotanto...
Quel che ad amare t'insegnò primiero ?...
E non t' abborre il Re...
ANNA Mi abborre, è vero.
PER. S° ei t' abborre, io t amo ancora,
Qual t' amava in basso stato :
( Meco obblia di sposo ingrato
Il disprezzo ed il rigor.
Un amante che t' adora
Non posporre a rio Signor.
ANNA = Ah! non sai che i*miei legami,
Come sacri, orrendi sono...
Che con me s' asside in trono
Il sospetto ed il terror!..,
Ah! mai più, se è ver che m' ami,
ri Non, parlar con me d'amor.
20
PER.
ANNA.
PER.
ANNA
PER.
ANNA
PER.
ANNA
PER.
ANNA
PER.
ANNA
PER.
ANNA
SME.
ANNA
PER.
Ahi! crudele!
Forsennato! i
Fuggi, va... te'n fo preghiera.
No, giammai.
Ne oppone il fato
Invincibil barriera. a
Io la sprezzo.
In Inghilterra
Non ti trovi il nuovo albòr.
Ah! cadavere sotterra .
Ei mi trovi... o teco ancor.
ada
Per pietà del mio spavento.
Dell’ orrore in cui mi vedi,
Cedi ai prieghi, al pianto cedi,
Ci divida e terra e mar.
Cerca altrove un cor contento,
Cui non sia delitto amar.
Al tuo piè trafitto e spento
Io cadrò, se tu lo chiedi:
Ma ch'io resti mi concedi
Solamente a sospirar.
Presso a te mi fia contento
Il soffrire ed il penar.
Parti, il voglio. Alcun potria (risoluta)
Ascoltarti in queste mura.
Partirò .. ma dimmi pria:
Ti vedrò ?... prometti... giura.
No. Mai più.
Mai più! Sia questa
Mia risposta al tuo giurar. |
(snuda la spada per trafiggersi)
Ah! che fai, spietato! (gettando un grido)
SCENA IV.
Smeton e detti.
; Arresta !
Giusto ciel!
Non ti appressar.
(vogliono scagliarsi uno contro l’altro)
21
ANNA Deh! fermate... io son perduta :
Giunge alcuno... io più non reggo.
(si abbandona sovra una sedia)
SCENA V.
Rochefort accorrendo spaventato, e detti.
Roc. AR! sorella...
SME. Ella è svenuta.
Roc. Giunge il Re.
SME. e PER. IlOReil
SCENA VI.
Enrico, HeFvey e detti.
ENR. Che veggo ?
Destre armate in queste porte;
In mia reggia nudi acciar !
Olà, guardie ?
SCENA VII.
Alla voce del Re accorrono i Cortigiani, le Dame,
i Paggi e i Soldati. Indi Giovanna Seymour.
PER. Avversa sorte!
Coro Che mai fu?
SME, e Roc. Che dir? che far?
(un momento di silenzio)
ENR. Tace ognuno, è ognun tremante!
Qual misfatto or qui s’ordia ?
Io vi leggo nel sembiante
Che compiuta è l’onta mia:
Testimonio è il regno intero
Che costei tradiva il Re.
SME. Sire... ah! Sire... non è vero.
Io lo giuro ai vostri piè.
Anna Bolena 9
22
ENR. Tanto ‘ardisci! - Al tradimento
Già si esperto, o giovinetto?
SME. Uccidetemi, s'io mento:
Nudo, inerme io v'offro il petto. ©
(gli cade il ritratto di Anna)
ENR. Qual monile ?
SME. Oh ciel!
ENR. Che vedo!
Al mio sguardo appena il credo!
Del suo nero tradimento
Ecco il vero accusator.
PeR., ANNA Oh! mia angoscia!
SME., Roc. Oh! mio spavento!
ANNA Ove sono ?.. Oh mio Signor! (rinviene)
(si avvicina ad Enrico: egli è fremente. Taciono tutti)
Tue
ANNA In quegli sguardi impresso
Il tuo sospetto io vedo:
Ma, per pietà lo chiedo,
Non condannarmi, o Re.
Lascia che il core oppresso
Torni per poco in sè.
ENR. Del tuo nefando eccesso
Vedi in mia man la prova.
Il lagrimar non giova;
Fuggi lontan da me.
Poter morire adesso
Meglio saria per te.
PER. (Cielo! un rivale in esso,
Un mio rival felice!
E me l’ingannatrice
Volea bandir da sè ©
Tutta ti sfoga adesso,
Ira del fato in me).
Gro. (All’infelice appresso
Poss’io trovarmi, o cielo!
Preso d’orror, di gelo,
Come il mio cor non è?
b5pense il mio nero eccesso
Ogni virtude in me).
— SmE, Roc.
ENR.
ANNA
ENR.
ANNA
ENR.
ANNA
23
(Ah! l’ho perduta io stesso,
Colma ho la sua sventura! 7
Il giorno a me si oscura,
Non mi sostiene il piò.
Poter morire adesso
Meglio saria per me).
In separato carcere
Tutti costor sien tratti.
luis debilesirot
Scostati!
Un detto sol...
Ritratti!
Non io, sol denno i giudici
La tua discolpa udir.
Giudici! - ad Anna!!
PER., SME., Roc Ahi! misera.
Gio., Coro
ANNA
ENR.
Coro
(È scritto il suo morir!)
riti
(Ah! segnata è la mia sorte,
Se mi accusa chi condanna.
Ah! di legge sì tiranna
Al poter soccomberò.
Ma scolpata dopo morte,
E assoluta un dì sarò).
(Sì, segnata è la tua sorte,
Se un sospetto aver poss'io.
Chi divide il soglio mio
Macchia in terra aver non può.
Mi fia pena la tua morte,
Ma la morte a te darò.)
PrERSGIOS SME NeN0C.
(Ah! segnata è la mia sorte:
A sfuggirla ogni opra è vana:
Arte in terra, o forza umana, -
Mitigacla omai non può.
Nel mio core è già la morte,
E la morte ancor non ho).
(Ah! di quanti avversa sorte
Mali afflisse il soglio inglese,
Un funesto in lui non scese
Pari a quello che scoppiò.
Innocenza ha qui la morte
Che il delitto macchinò).
FINE DELL'ATTO SECONDO.
24
ATTO TERZO
ooo
SCENA PRIMA.
Gabinetto che mette alle stanze ov'è custodita Anna.
Guardie alla porta.
Coro di Damigelle.
Oh! dove mai ne andarono
Le turbe adulatrici,
Che intorno a lei venivano
Ne' giorni suoi felici!
Seymour, Seymour medesima,
Da lei si allontanò.
Ma noi per sempre, o misera,
Sempse con te saremo,
O il tuo trionfo apprestisi,
O il tuo disastro estremo,
Pochi il destin, ma teneri
Cori per te lasciò.
Eccola... afflitta e pallida,
Move a fatica il piede.
(esce Anna: tutte le vanno intorno. Ella siede)
SCENA IL.
Anna e dette; indi Hervey con Soldati.
Coro DI DAMIGELLE
Regina !... rincoratevi:
Nel ciel ponete fede,
Hanno confin le lagrime,
Perir virtù non può.
._ANNAO mie fedeli, 0 sole
A me rimaste nella mia sventura
Consolatrici, ogni speranza, è vero,
Posta è nel cielo, in lui soltanto... In terra
Non v'ha riparo per la mia riiina. (esce Hervey)
Che rechi, Hervey ?
HER. Regina!!
Duolmi l'amaro incarco a cui m’elegge
Il Consiglio de’ Pari.
ANNA Ebben? favella.
HER.Ei queste ancelle appella
Al suo cospetto.
Coro Noi! i
ANNA Nel suo proposito
E dunque fermo il Re! Tanta al cor mio
Ferita ei recherà ?...
HER. Che dir poss’ io?
AnnaPiegar la fronte è forza
Al regale voler, qualunque ei sia.
Deli’ innocenza mia
Voi tostimonii siate...
Tenere amiche. i
Coro Oh! dì funesto!
ANNA (abbracciandole) Andate.
(le Ancelle partono con, Her.)
SCENA III.
Anna, indi Giovanna Seymour.
ANNADio, che mi vedi in core,
Mi volgo a te... Se meritai quest’ onta
Giudica tu. (siede e piange)
Gio. Piange l’afflitta... Ahi! come
Ne sosterrò lo sguardo ?
ANNA An! sì, gli affanni
Dell’ infelice Aragonese inulti
Esser non denno, e a me terribil pena
Il tuo rigor destina...
Ma terribile è troppo...
Gio. (sì prostra a’ suoi piedi) O mia Regina!
ANNASeymour !... a me ritorni!
Non mi obliasti tu ?... Sorgi... Che veggo?
26 % i
Impallidisci!... tremi?... A me tu rechi
Nuova sventura forse?
Gio. Orrenda... estrema...
Gioia poss’ io recarvi? Ah!... no... m'’udite.
Tali son trame ordite,
Che perduta voi siete. Ad ogni costo
Vuol franti il Re gli sciagurati nodi
Che vi stringono a luì... La vita almeno...
Se non il regio nome...
La vita almen, deh, voi salvate!
ANNA E come?
Spiégati.
Gro. In dirlo io tremo...
Pur dirlo io deggio. Il confessarvi rea,
Dal Re vi scioglie e vi sottragge a. morte..
ANNAChe dici tu?
GIO. La sorte,
Che vi persegue, altro non lascia a voi
Mezzo di scampo.
ANNA E consigliar mel puoi?
Tu, mia Seymour!!..
Gro. Deh! per pietà...
ANNA ! | Ch’io compri
Coll’ infamia la vita?
Gio E infamia e morte
Volete voi?... Regina!... oh Ciel! cedete...
Ve ne consiglia il Re... ve ne scongiura
La sciagurata che l’amor d'Enrico
Ha destinata al trono. i
ANNA Oh! chi è costei?
La conosci? favella. - Ardire ell’ ebbe
Di consigliarmi una viltà ?... Viltade
Alla Regina sua!!... parla: chi è dessa?
Giro. Un’ infelice...
ANNA E tal facea me stessa.
Sul suo capo aggravi. un Dio
Il suo braccio punitore.
(singhiozzando)
Gio. Deh! mi ascolta.
ANNA | Al par del mio
Sia straziato il vil suo cuore.
Giro. Ah! perdono!
ANNA Sia di spine
La. corona ambita al crine:
(crescendo con furore; Gio. si smarrisce)
Sul guancial del regio letto
Sia la veglia ed il sospetto...
Fra lei sorga e il reo suo sposo
Il mio spettro minaccioso...
E la scure a me concessa,
Più crudel, le neghi il Re.
Giro. Ria sentenza!... io moro... ah! cessa!
Deh! pietà, pietà... di me!
ANNA Tu!!... Che ascolto?
Gio. Ah! sì, prostrata
E al tuo piè la traditrice.
ANNA Mia rivale !!
Gio. : Ma straziata
Dai rimorsi.. ed infelice.
ANNA Fuggi. fuggi...
Gio. Ah! no: perdono:
Dal mio cor punita io sono...
27
(prostrandosi)
(crescendo con passione. Anna s’intenerisce)
Inesperta.,. lusingata...
Fui sedotta ed abbagliata...
Amo Enrico, e n’ ho rossore...
Mio supplizio è questo amore...
Gemo e piango, e dal mio pianto
voffocato amor non è,
ANNA Sorgi... ah! sorgi... E reo soltanto
.
Chi tal fiamma accese in te. (Valza e l’abbraccia)
Va, infelice, e teco reca
Il perdono di Bolena:
Nel mio duol furente e cieca
T'imprecai terribil pena... .
La tua grazia or chiedo a Dio,
E concessa a te sarà.
Ti rimanga in questo addio
L'amor mio, - la mia pietà.
Giro. Ah! peggiore è il tuo perdono
Dello sdegno ch’io temea.
Punitor mi lasci un trono
Del delitto ond’io son rea.
Là mi attende un giusto Iddio,
Che per me perdon non ha.
Ah! primiero è questo addio
Dei tormenti che mi dà,
(Anna rientra nelle sue stanze: Giovanna parte afflittissima)
28
SCENA IV.
Vestibolo che mette alla sala ov è adunato il Consiglio.
Le porte sono chiuse: e gl’ingressi sono custoditi dalle Guardie.
Coro di Cortigiani, indi Hervey.
Coro I. Ebben? dinanzi ai giudici
Quale dei rei fu tratto ?
II. Smeton.
I° Ha forse il giovane
Svelato alcun misfatto ?...
II. Ancor l’esame ignorasi:
Chiuso tutt’ ora egli è.
Turti AN! tolga il Ciel che il debole
Ed inesperto core
Sedur sì lasci o vincere
Da speme o da timore;
Tolga ch'ei mai dimentichi
Che accusatore è il Re.
(sì aprono le porte: esce Hervey)
Coro Ecco, ecco Hervey.
HER. Si guidino (ai soldati che partono)
Anna e Percy.
Coro (circondandolo) Che fia?
HER. Smeton parlò.
Coro L’improvido
Anna accusata avria?
HER. Colpa ei svelò che fremere
Ed arrossir ne fe.
Ella è perduta.
Coro Ahi! misera!
(Accusatore è il Re.)
SCENA V.
Enrico, Hervey e Coro.
HER.Scostatevi... il Re giunge... * E dal Consesso
Chi vi allontana ? * (il coro si ritira)
ENR. Inopportuna or fòra
La mia presenza. Il primo colpo è sceso ;
Chi lo scagliò si asconda.
29
HER. Oh! come al laccio
— Smeton cadea!
ENR. ‘Nel carcer suo ritorni
Il giovin cieco, e a creder segua ancora,
Finchè sospesa è l’ora
Della vendetta mia, d’aver salvata
D'Anna la vita. - Ella si appressa...
HER. E quinci
Vien condotto Percy fra’ suoi custodi,
ENR.SÌ eviti. (per uscire)
SCENA VI.
Anna e Percy da parte opposta in mezzo alle guardie.
Enrico ed Hervey.
ANNA Arresta, Enrico : (Enrico vuol partire)
(avvicinandosi con dignità) Arresta... e m'odi.
ENR.Tiì udrà il Consiglio.
ANNA A’ piedi tuoi mi prostro;
.
Svenami tu, ma non espormi, o Sire,
All’onta d’un giudizio: il regio nome
Fa che in me si rispetti.
ENR. Hai rispettato
Il regio grado tu? Moglie d’Enrico,
Ad un Percy scendevi.
PER. (che si era fermato in disparte, a queste parole si avanza)
| E tu di questo
Dispregiato Percy non isdegnasti
Farti rivale... e a lui l'amante hai tolta.
EnRr.Fellone! e ardisci?
PER. Il ver parlarti: ascolta.
Sarò fra poco innanzi
A tribunal più santo e più tremendo
Che il tuo non sia... Giuro per quello... io giuro,
Ch’ella non ti offendea... che me scacciava,
Che all’audace mia speme ardea di sdegno...
EnR.Dell’amor suo più degno
Un vil paggio rendeva... Egli il confessa...
E cento adduce testimonii...
30.
ANNA Cessa ! (con forza) i
À questa iniqua accusa
Mia dignità riprendo, e altamente
Di Smeton seduttor te, Sire, io grido
EnR.Audace donna!!...
ANNA Io sfido |
Tutta la tua potenza. Ella può darmi
Morte, ma non infamia. E mio delitto
L’aver posposto al trono un nobil core
Come il cor di Percy, l’aver creduta
Felicità suprema
L’esser di un Re consorte.
PER. Oh! gioia estrema!
No, così turpe affetto
Tu non nudrivi.. io ne son certo; e lieto
Con tal certezza il mio destino attendo...
Ma tu vivrai... sì, tu vivrai. N
ENR. Che intendo ?
Ambo morrete, o perfidi ;
Chi può sottrarvi a morte?
PER. Giustizia il può...
ANNA Giustizia! !...
Muta è d’Enrico in Corte.
ENR. Ella a tacersi apprese
Quando sul trono inglese
Ceder dovette il loco
Una Regina a te.
Ma parlerà fra poco...
PER. Eutn. Lascolta zione:
Se d’un tradito talamo
Déssi vendetta al dritto,
Soltanto il mio si vendichi...
Esso nel Cielo è scritto.
Sposi noi siam.
ENR. Voi sposi! !... |
ANNA Ah! che di’ tu?
ENR. Tant'osi?
PER: Riprendo i dritti miei:
Ella sia resa a me.
ENR. E sposa sua tu sell...
ANNA Ton: (titubante)
PER. Puoi negarlo ?...
ANNA (Ahimè!)...
La 31
j a 3
PER, Fin dall’età più tenera
Tu fosti mia, lo ‘sar:
Tu mi lasciasti; io, misero,
Anche infedel t’'amai,
Quel che mi t'ha rapita
Ti toglie onore e vita...
Le braccia io t'apro, io voglio
Renderti vita e onor.
ANNA Ah! del tuo cor magnanimo
Qual prova a me tu dai!
Perisca il dì che, perfida,
Te pel crudel lasciai!
M’ha della fè tradita
Il giusto Ciel punita...
Io non trovai nel soglio
Altro che affanno e orror.
ENR. (Chiaro è l'inganno inutile,
Chiara è la trama assai...
Ma, coppia rea, non credere
Ch’io ti smentisca mai...
Dall’arte tua scaltrita
Tu rimarrai punita..
Più rio ne avrai cordoglio,
Strazio ne avrai maggior).
Al Consiglio sien tratti, o custodi.
ANNA Anco insisti ?
PER. Il Consiglio ne ascolti.
ENR. » Va, confessa gli antichi tuoi nodi:
» Non temer ch'io li voglia disciolti.
ANNA »Ciel! Ti spiega... furore represso
»Più tremendo sul volto ti sta. »
ENR. Coppia iniqua! l'inganno tuo stesso
Sull’odiato tuo capo cadrà.
to Salirà d'Inghilterra sul trono
Altra donna più degna d’affetto:
Abborrito, infamato, reietto
Il tuo nome, il tuo sangue sarà.
ANNA e Quanto, ahi quanto! è funesto il tuo dono
PER. Altra donna giammai non apprenda!
L'Inghilterra mai più non intenda
Liiemgio strazio che d’Anna si fa!
(Anna e Percy partono fra soldati)
32
SCENA VII.
Enrico, indi Giovanna Seymour.
ENR.Sposa a Percy pria che ad Enrico ell’era!
Sposa a Percy!! Non mai: menzogna è questa!
Onde sottrarsi alla tremenda legge
Che la ‘condanna mia colpevol moglie, -
E sia pur ver: la coglie
Legge non men tremenda... e la sua figlia
Ravvolge anch'essa nella sua.ruina.
Gio. Sire...
ENR. Vieni, Seymour... tu sei Regina.
Gio. Ah! Sire... il mio rimorso
Mi guida al vostro piè. (per prostrarsi, Enr. la
ENR. Rimorsol... solleva)
Giro. Amaro,
Estremo, orrendo. - Anna vid’io... l’intesi...
Il suo pianto ho sul cor. Di lei pietade
E in un di me... Del suo morir cagione .
Esser non vo’, nè posso... Ultimo addio
Abbia il mio Re.
ENR. Più che il tuo Re son io:
L'amante io son, l'amante
Ch’ebbe i tuoi giuri, e che fra poco all’ara
Altri ne avrà più sacri,
Gro. »Ah! non gli avessi
»Mai proferiti que’funestì giuri
»Che mi han perduta! Ad espiarli, o Sire,
>Ne andrò in remoto asilo ove non giunga
» Vivente sguardo, ove de’miei sospiri
»Non oda il suono altri che il Ciel...
ENR. » Deliri ?
»E donde in te sì strano i
»Proposto, o donna? E speri tu, partendo,
>Anna far salva? Io più l’abborro adesso,
»L’abborro or più che sì ti affligge e turba,
»Che a spegner giunge il tuo medesmo amore.
Gio.» Ah! non è spento... Ei mi consuma il core.
33
Per questa fiamma indomita
Alla virtù preposta...
Per quegli amari spasimi,
Pel pianto che mi costa...
Odi la mia preghiera...
Anna per me non pera...
Innanzi al Cielo e agli uomini
Rea non mi far di più.
ENR. Stolta! non sai... (si aprono le porte delle sale)
Ma frénati:
Sciolto è il Consiglio.
Gro. Ah! modi...
ENR. Frénati. (severamente: Gio. rimane afflittissima)
SCENA VIII.
Hervey con gli Sceriffi che portano la sentenza del Consiglio. Accorrono
da tutte le parti î Cortigiani e le Dame, ecc.
HER. I Pari unanimi
Sciolsero i regi nodi...
Anna, infedel consorte,
E condannata a morte,
E seco ognun che complice
E istigator ne fu.
Coro A voi, supremo Giudice,
Sommessa è la sentenza.
Unica speme ai miseri
E la real clemenza:
I Re pietosi immagine
Sono del Ciel quaggiù.
ENR. Rifletterò : giustizia
Prima è dei Re virtù.
(prende la sentenza dalle mani degli Sceriffi. Gio. si avvicina ad
Lr. con dignità. Il Coro si arresta in lontananza)
Gio. Ah! pensate che rivolti
Terra e Cielo han gli occhi in voi;
34
Che ogni core ha i falli suoi
Per dovere altrui mercè.
La pietade Enrico ascolti,
Se al rigore è spinto il re.
ENR. Basta: uscite, e ancor raccolti
Siano i Pari innanzi a me.
Coro La pietade Enrico ascolti,
Se al rigore è spinto il re.
(partono: Enrico entra nella sala delon Csiglio)
SCENA IX.
Prigioni nella Torre di Londra.
Il fondo e le porte sono occupate da Soldati.
Percy scortato dalle Guardie, indi Rochefort.
PeR.Tu pur dannato a morte,
Tu, di niun fallo reo?
Roc. Fallo mi è grave
L’esser d’Anna fratello.
PER. Oh! in qual ti trassi
Tremendo abisso!
Roc. Io meritai cadervi,
Io che da cieca ambizion sospinto,
Anna sedussi ad aspirare al soglio.
PER.Oh! amico... al mio cordoglio
Il tuo s’aggiunge... Ah! se sperarti salvo
Potessi ancor, men dolorosa e amara
La morte mi faria questa speranza.
Roc. Dividiamci da forti... alcun s’avanza.
SCENA X.
Hervey e detti.
HER.A voi di lieto evento
Nunzio son io. Vita concede ad ambi
Clemente il re.
PER. Vita noi soli! ed Anna?...
. Her.La giusta sua condanna
Subir dev’ella.
PER. E me sì vile ei tiene
Che viver voglia, io reo, quando ella muore,
Ella innocente! A lui ritorna, e digli
Ch’io ricusai l’obbrobrioso dono.
HeRr.Che ascolto? - Voi? (a Rochefort)
Roc. Pronto al supplizio io sono.
(si getta nelle braccia di Percy)
PER. Vivi tu, te ne scongiuro,
Tu men tristo, e men dolente :
Cerca un suolo in cui securo
Abbia asilo un innocente:
Cerca un lido in cui vietato
Non ti sia per noi pregar.
Ah! qualcuno il nostro fato
Resti in terra a lagrimar.
Roc. Oh! Percy, di te men forte,
, Men costante non son io.
HER. Risolvete.
Roc. Udisti...
a Morte.
HER. Sian divisi.
O? Amico!... addio.
PER. Nel veder la tua costanza
11 mio cor si rasserena:
Non temea che la tua pena,
Non soffria che il tuo soffrir.
L’ultim’ora che s’avanza
Ambidue sfidar possiamo,
Chè nessun quaggiù lasciamo
Né timore, nè desir.
(si danno un addio e partono fra Soldati)
SCENA XI.
Escono le Damigelle dalla prigione di Anna.
Turti Chi può vederla a ciglio asciutto,
In tanto affanno, in tanto lutto,
E non sentirsi spezzare il cor?
APARTI Or muta e immobile qual freddo sasso :
Or lungo e rapido studiando il passo;
36
Or trista e pallida com’ombra in viso;
Or componendosi ad un sorriso i
In tanti mutasi diversi aspetti,
Quanti in lei sorgono pensieri e affetti
Nel suo delirio, nel suo dolor.
Tutti. Chi può vederla a ciglio asciutto,
In tanto affanno, in tanto lutto,
E non sentirsi spezzare il cor?
SCENA XII.
Anna dalla sua prigione in abito negletto si avanza lentamente, as-
sorta in profondi pensieri. Silenzio universale. Le Damigelle la cir-
condano vivamente commosse. Ella le osserva attentamente; sembra
rasserenarsi,
AnnAPiangete voi? donde tal pianto ?... E questo
Giorno di nozze. Il Re mi aspetta... è acceso,
Infiorato l’altar. - Datemi tosto
Il mio candido ammanto; il crin m’ ornate
Col mio serto di rose...
Che Percy non lo sappia - il Re l’impose.
CoroOh! memoria funesta!
ANNA Oh! chi si duole?
Chi parlò di Percy ?... Ch'io non lo vegga;
Ch° io m° asconda a’ suoi sguardi. - E vano - Ei viene,
Ei mi accusa... ei mi sgrida. Oh! mi perdona...
Infelice son io. Toglimi a questa
Miseria estrema... Tu sorridi?... oh gioia !...
Non fia, non fia che qui deserta io moia!
Al dolce guidami
Castel natio,
Ai verdi platani,
Al queto rio
Che i nostri mormora
Sospiri ancor.
Colà, dimentico
De’ corsi affanni,
Un giorno rendimi
De' miei prim’ anni,
Un giorno solo
Del nostro amor.
Coro Chi può vederla, ecc.
37
SCENA XIIL
Odesi suono di tamburi. Si presentano le guardie.
Hervey e Cortigiani. Anna si scuote.
ANnNAQual mesto suon ?... che vedo?...
Hervey! le guardie!... (le osserva attentamente ;
| rinviene dal suo delirio)
HER. (alle guardie) Ite, e dal carcer ioro
Sian tratti 1 prigionieri.
ANNA (atterrita) Oh! in quale istante
Dal mio delirio mi riscuoti, o Cielo!
A che mai mi riscuoti?...
SCENA ULTIMA.
Escono da varie prigioni, Rochefort, Percy, .
e poi ultimo Smeton.
KRoo PeR. Anna!
ANNA Fratello!...
E tu, Percy!... per me, per me morite!
Sme.Io solo, io vi perdei... me maledite...
(avanzandosi, si prostra a’ piedi di Anna)
ANNASmeton !... (si ritira come sbigottita)
PER. Iniquo!
SME. Ah! sì... lo son... ch'io scenda
Con tal nome fra |’ ombre. Io mi lasciai
Dal Re sedurre. - Io v’ accusai credendo
Serbarvi in vita; ed a mentir mì spinse
Un insano desire, una speranza
Ch’ io tenni in core un anno intier repressa.
Maleditemi voi...
ANNA Smeton!... Ti appressa.
Sorgi - che fai? Chè l’arpa tua non tempri?
Chi ne spezzò le corde? (Sme. è sempre inginocchiato,
Roc. Anna! ella lo alza)
PER. Che dici?
CoroRitorna a vaneggiar.
38
ANNA Un suon sommesso
Tramandan esse come il gemer tronco
Di un cor che more.,. egli è il mio cor ferito
Che l’ultima preghiera al Ciel sospira.
Udite tutti.
Roc., PER., SME. Oh! rio martir!
Coro Delira.
ANNA Cielo, a’ miei lunghi spasimi
Concedì alfin riposo,
E questi estremi palpiti
Sian di speranza almen.
TUTTI L’ estremo suo delirio
Prolunga, o Ciel pietoso,
Fa che la sua bell’ anima
Di te si desti in sen. (silenzio)
(Odonsi colpi di cannone tn lontano e suonar di
campane. Anna rinviene a poco a poco)
ANNA Chi mi sveglia? ove sono? che sento ?
Suon festivo? che fia? favellate.
Coro Acclamata dal popol contento
E Regina...
ANNA Tacete... cessate.
Manca, ahi! manca a compire il delitto
D'Anna il sangue, e versato sarà.
(st abbandona fra le braccia delle Damigelle)
Turti Ciel! risparmia al suo core trafitto
Questo colpo a cui regger non sa.
ANNA Coppia iniqua, l’ estrema vendetta
Non impreco in quest’ ora tremenda ;
Nel sepolcro che aperto m' aspetta,
Col perdono sul labbro si scenda,
Ei m’acquisti clemenza e favore
Al cospetto d' un Dio di pietà. (sviene)
TuTTI Sventurata!... ella manca... ella more!
(si presentano gli Sceriffi a prendere i prigionieri. Rochefort, Sme-
ton e Percy vanno loro incontro, e additando Anna, esclamano)
Immolata una vittima è già.
FINE.